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QUELLI CHE PASSERANNO DAVANTI

Data: 25-09-2026, in Commenti al Vangelo

domenica XXVI - p. Ermes Ronchi - 27 settembre 2026

  In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».             

Mt 21,28-32

QUELLI CHE PASSERANNO DAVANTI

La morale evangelica non è l’etica dell’obbedienza o dei precetti da osservare, ma è quella dei frutti buoni: hai davanti a te fecondità o sterilità, scegli! Dai loro frutti li riconoscerete (Mt 7,16). 

Un uomo aveva due figli! E si potrebbe tradurre: un uomo aveva due cuori. Ogni uomo racchiude in sé questo cuore diviso, una parte che dice “sì” e una che dice “no”. Come confessa Paolo: non riesco a capire me stesso, non faccio il bene che vorrei ma il male che non voglio (Rm 7,15-19).

Il primo figlio della parabola dice “no”, è un ribelle; il secondo, che dice “sì” ma non fa, è un servile. Il primo è vivo, reattivo, impulsivo, non ha nulla di servile. L’altro, l’ossequiente, è un adolescente immaturo che si accontenta di apparire e di far bella figura davanti al padre. Gesù non si illude: un terzo figlio ideale, che incarni la perfetta coerenza tra il dire e il fare, non esiste.

Qualcosa però disarma il rifiuto del figlio che ha detto no, espresso con una parola: si pentì. Pentirsi significa cambiare mentalità, vedere un padre che non è il padre-padrone con i capricci del despota, ma uno che progetta il bene della casa.

Ai due giovani non era neppure venuto in mente che la vigna è anche loro, con tutto ciò che produrrà; che essa è molto più che fatica e sudore, è il luogo della profezia di festa per tutti. Allora la fatica rimane, ma c’è un guadagno di gioia.

Dei due, uno diventa figlio e l’altro rimane un servo, sotto lo scacco della paura.

La domanda che sorge: qual è la volontà del padre? Mettere alla prova i figli e misurare la loro obbedienza? Certamente no. Sarebbe un ben piccolo padre, un narcisista con al centro il suo io. No. Legge di Dio è tutto ciò che fa crescere in umanità, in giustizia, in condivisione, in gioia. La sua volontà è una vigna dai grappoli colmi di sole e di miele. Volontà del padre è rendere più feconda la vigna della storia.

La morale evangelica non è l’etica dell’obbedienza prima di tutto, o dei molti precetti da osservare, ma è quella dei frutti buoni: hai davanti a te fecondità o sterilità, scegli! Dai loro frutti li riconoscerete (Mt 7,16).

E se agisci così fai vivere te stesso, dice il profeta (Ez 18,27), sei tu il primo che ne riceve vantaggio.

Gesù prosegue con una delle parole più dure e più consolanti che abbia mai pronunciato: I pubblicani e le prostitute vi passeranno avanti nel Regno di Dio! Perché essi sono come il primo figlio, hanno detto “no” con la loro vita senza frutti, ma poi hanno ascoltato e hanno cambiato rotta. Dura frase. Ma consolante, perché mostra che in Dio non c’è ombra di condanna, egli ricalcola il percorso per una vita fruttuosa, per tutti. Crede in noi, e anche in me. Contempla nel nostro cielo le stelle prima ancora che sorgano.

Allora comincerò a girarmi verso di Lui, perché Dio non è un dovere: è pienezza, gioia e libertà. E un sogno di uva matura per migliorare il futuro del mondo. Ricordate? “L’arca aveva una vigna per vela” (Lanza del Vasto). Così navighiamo sul mare dell’essere, sui nostri fragili legni, sospinti da una vela di tralci fecondi.

Quanti lavoratori segreti ci sono nella vigna di Dio, che fanno e non dicono! Il Vangelo si diffonde così, a partire da mille piccole vigne nascoste, dove ciascuno si impegna a rendere meno arida la terra, meno soli gli uomini, meno contraddittorio il cuore.